La storia del DVV inizia nel marzo del 1950, quando un gruppo di appassionati della vela dà vita ad un sodalizio chiamato Diporto Velico Veneziano con lo scopo di promuovere la navigazione a vela da diporto e organizzare crociere e regate a vela. Il primo insediamento, su precaria concessione comunale, avviene a Sant’Elena, in una porzione di un capannone già in uso al Cantiere Celli e su una barena adiacente di 6,250 mq. L’imponente lavoro di escavo della barena ha dato poi vita ad una darsena che si è andata via via popolando di derive, piccole crociere, beccaccini e dinghy.
Il 1953 segna l’inizio dell’insediamento acqueo; è di quell’anno infatti la concessione acquea demaniale, oltre all’ulteriore concessione comunale di un magazzino sotto la tribuna dello stadio. Nello stesso anno si costruisce, con notevoli sacrifici, la prima passerella lunga 25 metri. La passerella è molto stretta ma le imbarcazioni sono già numerose e lo spirito sportivo prevale sulle carenze di strutture.
Il 1962 segna l’inizio di un ulteriore allargamento degli ormeggi con posa di catenarie e gavitelli, si ottengono nuove concessioni acquee, vengono sostituiti i pali in legno delle passerelle con altri pali in cemento: il risultato è un porticciolo con i 150 più confortevoli ormeggi dell’alto Adriatico.
Si inizia intanto a por mano alle prime attrezzature cantieristiche per le imbarcazioni a deriva dei soci, senza trascurare l’attività sportiva ed agonistica.Nel 1968 prende l’avvio la costruzione del nuovo capannone di rimessaggio, vengono intanto poste nel 1969 nuove passerelle e prende il via la “Scuola Vela” in collaborazione con la Fondazione Venezia Isola degli Studi.
Tutto sta andando a gonfie vele e lo si deve all’attività appassionata dei Consigli Direttivi che si susseguono ed alla collaborazione dei soci, quando un terribile evento si abbatte sull’isola di Sant’Elena nel settembre del 1970: un devastante tornado che riduce in macerie le strutture del DVV costruite con tanta fatica.
1971-1972-1973-1974 sono anni di intenso lavoro per riscostruire quanto gli eventi naturali avevano distrutto. Le riunioni dei Direttivi si susseguono con entusiasmo. Si ricostruisce la sede con dimensioni maggiori rispetto alla precedente, si ricotruiscono le mura del capannone e la recinzione, si provvede alla copertura del capannone, si costruisce un molo per l’attracco e lo si dota di una piccola gru.
Sin dalla nascita il “Porticciolo E. De Zottis”, che copre con le sue strutture la parte sud della grande darsena trapezoidale di Sant’Elena, nonostante la favorevole ubicazione che consente di raggiungere il mare in breve tempo, presenta però il grande handicap di un doppio ingresso. Questo stato di cose, comprensibile nei primi anni della sua vita, viene a privare il porticciolo di indipendenza oltre che di sicurezza. Ecco quindi affacciarsi la necessità di avere un ingresso esclusivo.
I progetti per raggiungere tale obiettivo si sono susseguiti e a partire dal 1999 è iniziato il processo di rinnovamento e riassestamento che permetterà di dare nel 2000 al DVV un assetto che si spera definitivo sia nello spazio acqueo che in quello a terra. Grazie ai permessi necessari, finalmente ottenuti, è stato raggiunto il traguardo della chiusura della darsena, avvenuto con piattaforme mobili tra la passerella Nord 2 e la passerella Diga. Nell’ambito di questa radicale risistemazione sono già stati portati a compimento i progetti di rifacimento della pavimentazione e di nuovi servizi igienici.

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